Gastronomia
il Cilento, terra ricca di cultura contadina e di tradizioni, offre una cucina tradizionale basata sui suoi meravigliosi prodotti locali, prelibatezze del palato, prodotti genuini e di alta qualità che stanno alla base della famosa dieta mediterranea.
Bianca, morbida e gustosa: la mozzarella di bufala di Paestum è famosa in tutto il mondo grazie al suo delizioso sapore!
La sua produzione è saldamente legata alla piana di Paestum, una volta terreno paludoso sul quale pascolavano le mandrie di bufale.
Oggi, altissimi standard di produzione e controllo di caseifici ed allevamenti garantiscono un prodotto genuino e sicuro.
Altri prodotti di latte di bufala meritano un assaggio, come ricotte, trecce, formaggi, yogurt e dessert!
Il Caciocavallo
Il caciocavallo è prodotto dal latte del bovino podico presente nel Cilento. Deve il suo nome alla stagionatura del formaggio dentro reti a cavallo di travi orizzontali (cacio a cavallo). Ha una sottile e liscia con un colore che va dal bianco alabastro (caciocavallo fresco), all'ambrato in quelli stagionati. La sua pasta è di colore giallo intenso a stagionatura ultimata. Il suo sapore è dolce e non molto sapido (quello fatto con caglio di vitello o quando il prodotto è ancora fresco)tendente al piccante (quello fatto con caglio di capretto). Buonissimo è il caciocavallo arrostito.
Cacioricotta
II cacioricotta si produce mischiando il latte di capra e quello di pecora (è possibile farlo anche con il solo latte di capra). Si presenta di forma classica cilindrica con facce rigate dovute alla forma del suo contenitore . Il colore della sua pasta può essere a seconda del latte, bianco o giallo paglierino. E' di consistenza compatta ma leggero al taglio. Il suo sapore ha note erbacee ed è saporito al palato.
Pancetta, longa o longarella
Una pancetta aromatizzata per la produzione della quale vengono usate abbondanti dosi di peperone dolce o piccante (seccato). Spesso vengono aggiunti anche pepe, aglio, finocchietto, prezzemolo ed altre erbe aromatiche. Ultimata la preparazione la si può lasciare stesa (da qui deriva il nome di longa o longarella) oppure la si puo’ arrotolare e legare (lavoro svolto manualmente e con la dovuta cura per evitare infiltrazioni d’aria). E’ un salume molto grasso e di conseguenza una volta appeso viene lasciato stagionare per un periodo minimo di sei mesi (spesso anche piu’ di un anno).
Soppressata di Gioi
Di colore rosso intenso, si presenta magra e compatta con al centro un lardello. E’ un prodotto antichissimo che prende il nome dal paese di Gioi nel quale viene prodotta durante la stagione fredda. Si utilizzano le carni nobili e il lardo del maiale opportunamente selezionate, sminuzzate e condite con sale e pepe. Al centro del salume viene poi inserita a mano una fettuccia di lardo ed il tutto viene lasciato riposare per una decina di ore prima di essere insaccato. Si passa poi alla stagionatura, preceduta in alcuni casi da una fase di affumicatura. Per assaporare al meglio il suo gusto caratteristico, la soppressata deve essere affettata in modo molto sottile, quasi in trasparenza.
Fagiolo di Controne
Il fagiolo di Controne è rinomato per le sue ottime qualità nutritive e per il suo delicatissimo sapore. La sua buccia sottile fa si che sia agevolmente digerito. Dall’aspetto piccolo e rotondo, è di colore bianchissimo, senza nessuna macchia. Ha una lunga ed antica tradizione, ed ogni anno, nel mese di Novembre, viene organizzata una sagra nel paese di Controne in occasione della quale è possibile degustare il pregiato fagiolo nei modi più variegati (fagioli al tozzetto, fagioli con la scarola, la classica pasta e fagioli, etc).
Alici di menaica
La pesca delle alici, quella fatta ancora con la menaica (tradizionale rete) e la menaide (piccolo gozzo a remi), è sopravvissuta soltanto a Pisciotta, località marinara del Cilento. I pescatori escono la notte e all'alba le loro donne puliscono immediatamente le alici e le dispongono sotto sale nei vasetti di terracotta. Sia la pesca che la salagione sono tecniche antichissime, profondamente legate alla tradizione di questo piccolo borgo medioevale della costa cilentana ma, anche qui, sono rimasti in pochi a conoscerle e conservarle.
Fico Bianco del Cilento
II fico bianco del Cilento ha caratteristiche esclusive: una buccia di colore giallo-verde, una polpa abbondante e un gusto molto dolce. Se ne producono mediamente circa 8000 tonnellate all'anno. Può essere mangiato fresco, essiccato o trasformato in sciroppo. Il fico secco è una produzione sicuramente aristocratica nel campo della frutta secca. Viene preparato in vari modi: con ripieno di noci e mandorle, o ricoperto di cioccolata o infilati in una stecca di legno come gli spiedini. La coltivazione del fico nel Cilento ha origini antichissime e forse risale al IV secolo a. C. La pianta fu considerata sacra a Mercurio dai Greci ed è legata a episodi biblici e leggende. In passato i fichi erano usati per preparare tisane. Oggi i fichi, grazie alle loro qualità terapeutiche, sono generalmente usati nei preparati dietetici e in erboristeria. Importante è anche il ruolo che l'albero riveste nella salvaguardia dell'ambiente.
Castagne del Cilento
II Cilento, zona molto ricca di vegetazione e soprattutto di boschi, vanta una notevole importanza anche nella produzione di castagne. Rinomate sono le castagne di Roccadaspide, chiamate anche marroni di Roccadaspide e quelle degli Alburni. Hanno dimensioni medie e una polpa compatta, piuttosto dolce, rivestita da una membrana che si spella facilmente. L'albero fornisce il tannino, usato per la concia delle pelli, e un buon legname che fu utilizzato nel passato per la costruzione di linee ferroviarie, pali per il telefono, staccionate e mobilio.
Carciofo Tondo di Paestum Igp
Il carciofo Tondo di Paestum si coltiva nella Piana del Sele, in particolare nei comuni di Eboli, Pontecagnano, Battipaglia e Capaccio. Ha pezzatura media (quattro capolini per chilo), colore verde con sfumature violette, forma sferica e compatta (le bratte esterne sono ben serrate).
Olio extra vergine di oliva DOP del Cilento
L’olivo nel Cilento ha radici antiche (era presente già nel IV sec. a.C.). La tradizione, invece, vuole che le prime piante fossero state introdotte dai coloni Focesi, una popolazione profuga di origine greca. Furono essi infatti ad introdurre la più antica varietà da olio locale, la Pisciottana. L’olio Cilento DOP si ottiene dalla premitura di olive delle varietà Pisciottana, Rotondella, Ogliarola, Frantoio, Salella e Leccino per almeno l’ 85%. E’ discretamente fluido e di colore giallo paglierino. Per essere ammesse alla produzione di olio DOP le olive devono essere raccolte rigorosamente a mano e molite entro 48 ore dalla raccolta.
Vino DOC Castel San Lorenzo e Vino DOC del Cilento
Anche il Cilento produce vini DOC e nello specifico la DOC Castel San Lorenzo e la DOC Cilento. Le denominazioni tutelano le caratteristiche produttive di queste zone, espresse con uve presenti da decenni e quindi considerabili tradizionali, come: Barbera, Sangiovese, Trebbiano e Malvasia. A queste si associano uve locali come: Aglianico, Greco e Fiano, già localmente denominato Santa Sofia.
Artigianato
Passato e presente dell'artigianato locale - Nel corso dei secoli, l'artigianato – nato dalla necessità di produrre per sé utensili e quant’altro potesse servire nella vita quotidiana di contadini, fabbri, cestai, ecc. – si è sviluppato fino a condurre sulla via della specializzazione innumerevoli maestri del ‘fai da te’: questi si sono così trasformati in veri e propri maestri cestai, falegnami, fabbri, scalpellini e ceramisti che hanno tramandato fino ai nostri giorni la passione per l’artigianato e per l’arte. Vi sono maestri scalpellini nel Vallo di Diano, artigiani della pietra a Centola, artigiani del ferro battuto nell’area del Bussento, maestri d'ascia nei cantieri presenti lungo tutto il litorale del Cilento, falegnami che modellano il castagno e il faggio nel Cilento interno, ceramisti del Montestella e del Mingardo che perpetuano le fogge degli antichi maestri della Magna Grecia, cestai lungo l’Alento, ricamatrici nel basso Cilento.
Arti e mestieri antichi vanno via via recuperando dignità all’interno dell’area protetta del Parco nazionale del Cilento, l’area che in natura offre a questi artigiani-artisti la materia prima per il loro lavoro: vimini, legno, pietra, ecc..